Sarzana

Di Massimo Caleo • 3 settembre 2008 • Categoria: L'agenda del sindaco

Quattro sono le linee strategiche, che guidano questa amministrazione nel governo del proprio territorio linee che esprimono orientamenti e scelte legate ad altrettante distinzioni tematiche, e che ritroviamo compiutamente sviluppate nel progetti di riqualificazione urbana che interessa una periferia della Città: • il territorio e le sue risorse, • i diritti individuali e collettivi, • la componente umana, • l’identità urbana. I criteri-chiave che interessano trasversalmente le strategie e che possono essere considerati obiettivi, rinviano alle questioni della integrazione e della innovazione, ed a valori fondamentali come il dialogo, la qualità, la responsabilità, e all’elemento cruciale dello sviluppo della città. Il territorio deve vedere come riferimenti prioritari la “deframmentazione” e la ricucitura del tessuto urbano (attraverso scelte di riuso, riconversione, riqualificazione dei suoli), il recupero di connettività (superando un gap di accessibilità e di mobilità alla scala urbana, ed a quella di”area vasta”). La qualità, quindi, come opzione di fondo, la qualità, potremmo dire, come occasione di miglioramento del quadro complessivo dei servizi, delle prestazioni, delle utilità per i cittadini e per le imprese. In coerenza con questi principi base della pianificazione ci siamo mossi per quanto riguarda i maggiori interventi a scala urbana e territoriale che sono in fase di avvio, insieme ad altri di minori dimensioni: innanzitutto la ristrutturazione del comparto che interessa le aree del vecchio mercato e della stazione ferroviaria. Sarzana è rimasta orgogliosamente chiusa in sè stessa, intatta e isolata nel cuore della val di Magra, per oltre novecento anni, fino a quando le mura non hanno più avuto una funzione difensiva e nuove necessità, legate alla “rivoluzione” sociale e industriale, hanno prodotto le prime espansioni esterne. Da allora ci sono stati errori e occasioni mancate. La ferrovia ha causato una frattura mai sostanzialmente ricomposta tra la città antica e il suo intorno, le parti difensive della città storica sono state in larga parte sofocate, e le addizioni residenziali e produttive, progressivamente stratificatesi in particolar modo dal dopoguerra a tutti gli anni ottanta, costituiscono un tessuto difuso di non altissima qualità. La periferia senza segnali di buona architettura è diventata una sorta di “opposto” del cuore della città, e costituisce una realtà di funzioni con poco splendore, senza vitalità e colore, con generale assenza di qualità, carenza di alcuni servizi e in alcuni casi afflitta da degrado. A questo punto importo poco “chi l’ha fatto” ma qual’è il progetto per il futuro. Come ripartire. Con che disegno. L’incontro con Mario Botta ed i suoi collaboratori è stato cercato e voluto nella consapevolezza del valore assoluto dell’opera progettuale (universalmente riconosciuto!), e della estrema attenzione che l’architetto pone nell’inserire le sue opere nel contesto urbano che le accoglie. Con lui si è discusso della rinascita di una vasta area chiave della nostra città: architetture di qualità come “segni” importanti e duraturi del nostro tempo, ricucitura di settori e di servizi tra loro oggi slegati e disarmonici, spazi per la cultura ed i giovani, infrastrutture di supporto e collegamenti veicolari e pedonali razionali ed esteticamente gradevoli. A lui è stato chiesto di progettare una nuova e vitale dimensione urbana delle aree prossime al centro storico, lontane oggi da un dignitoso disegno urbano. Ricucire le parti di città che oggi non dialoga- no tra loro, saldare il settore della stazione, del terminal degli autobus e della futura Metropo- litana di superficie (le “life lines” decisive per il nostro sviluppo) al centro storico, fare del “solco ferroviario” un’occasione di unione e di rilancio, sono le idee base di un progetto che appare co- munque decisivo per le sorti future di Sarzana. L’obiettivo è quello di ridare nuova centralità e vivibilità alle aree periferiche interessate, anche attraverso una nuova qualità edilizia e architettonica degli interventi. In questo programma assume particolare rilevanza la nuova struttura prevista nell’area del vecchio mercato ortofrutticolo, destinata ad iniziative culturali e sportive, con l’intento di mantenere le attuali funzioni integrate ed anzi esaltarle in un rinnovato contesto architettonico e urbano. Le città sono note e vengono apprezzate generalmente per ciò che possiedono di eccezionale, magari addirittura di unico. Le amministrazioni locali tendono a far conoscere e sviluppare ciò che è particolarmente qualificato e importante, che dà peculiare significato e valore. Questo è abitualmente concentrato nel cuore della città, vogliamo che i “segni” di un maestro del nostro tempo come Botta, rendano unica e memorabile anche la nostra periferia.

Massimo Caleo
Sindaco di Sarzana
Tutti gli articoli di Massimo Caleo

Lascia un Commento