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Albenga

Di Antonello Tabbo • 3 settembre 2008 • Categoria: L'agenda del sindaco

Una urbanistica nuova per uno sviluppo convincente e condiviso La pianificazione urbanistica come è attualmente intesa e per come si è evoluta nel tempo può dare sulla base dell’esperienza, efettivamente maggiore concretezza alle speranze per un futuro sostenibile (equo e competitivo) di una Città e di un Territorio come sono Albenga e il suo Distretto, ed è in quest’ottica che va letta l’impostazione che attraversa tutto il percorso partecipato e di ascolto che ci siamo dati per la redazione del Piano Urbanistico Comunale. Partendo consapevolmente dal presupposto della necessità di un coinvolgimento nel Piano il più possibile ampio dei cittadini, perché la loro partecipazione alla formazione delle scelte urbanistiche è essenziale per la sua efcacia e la sua tenuta nel tempo. Le scelte del Piano devono essere convincenti e condivise, non imposte. Con questo presupposto ci stiamo muovendo e abbiamo lanciato il programma di un ascolto il più possibile attento e difuso dei problemi e delle speranze, dei sogni e delle visioni, dei bisogni e delle preferenze di questa Città. Ci sarà poi il momento responsabile della sintesi politica e successivamente quello dell’elaborazione tecnica. Alla luce di ciò il Puc assume innanzitutto un significato generale di esplorazione e costruzione del “futuro”, perché sono in gioco i prossimi anni della Città che vengono pensati, concertati e pianificati. Un PUC che non deve e non può più essere una mera distribuzione di indici edificatori o di vincoli, come il tradizionale Piano Urbanistico, ma vuole essere piuttosto strumento efcace del progetto di sviluppo sociale ed economico, paesistico e ambientale di questa Città e della sua Gente, di chi abita e di chi frequenta le terre ingaune. La sfida afascinante di Albenga (ed anche il valore distintivo che la pone in condizioni diverse da altri comuni della provincia) sta nel fatto di non (voler) essere realtà monotematica e monoculturale, un economia unica, ma qualcosa di molto più articolato e ricco come si confà alla sua antica tradizione urbana: dovrà essere perciò posta l’attenzione giusta verso tutto lo spettro di potenzialità economiche presenti, a cominciare dall’agricoltura (e dalla sua filiera), che resta l’economia di base portante della piana (e la sua – assai originale – modellatrice). Potenzialità che peraltro dovranno necessaria- mente integrarsi con un nuovo turismo, più caratterizzato dalla forte impronta storico-cul- turale generata dalla presenza di un’ architet- tura “antica” e di un distretto archeologico di rilevanza europea; il tutto con un imperativo e una parola d’ordine: qualità, perché Albenga può svilupparsi solo attraverso una forte opzio- ne per la qualità e con la cura assidua del pro- prio patrimonio di presenze culturali, sociali ed economiche, oltreché con il ricorso alle riserve cospicue di spirito e di spiritualità. Abbiamo uno splendido clima, panorami unici e un territorio bellissimo e dobbiamo crederci sempre di più e crederci assieme, facendo delle diferenze di sensibilità e di proposta una risorsa da valorizzare. Le varie iniziative che stiamo portando avanti, la depurazione delle acque, lo spostamento a monte della ferrovia e il rilancio dell’aeroporto – per dirne alcune -, ci dicono che dobbiamo prendere di petto la questione infrastrutturale che evidenzia in modo chiaro come Albenga sia in un momento delicato ed importante che necessariamente dovrà garantire un impiego equilibrato di tutti questi fattori comunque critici per ogni prospettiva di crescita. Altro argomento importante su cui porre l’attenzione è la questione della raccolta diferenziata. Alla luce dei drammatici fatti campani è aumentata la consapevolezza che bisogna sprecaredimenoediferenziaredipiù (eper questo fare afdamento alla migliore capacità organizzativa ed al migliore senso civico che possediamo). Ho la massima fiducia nella capacità dei cittadini di stare al passo con le altre città virtuose, in Italia e in Europa, che stanno compiendo questo sforzo. Si pone, come si sa, il problema dello smaltimento finale, del residuo, ma se siamo tutti d’accordo che bisogna consumare meglio, diferenziare di più e sprecare il meno possibile questa è già una conquista. Esiste un piano provinciale dei rifiuti cui dobbiamo attenerci dando il nostro contributo critico e fattivo. Per quanto concerne poi il dibattito in corso sulle modalità di smaltimento, è necessario dire che in questi anni sono sorte nuove possibilità tecnologiche (vedi la pirolisi) che potrebbero indicare strade e modalità nuove: diviene indispensabile ragionare senza preconcetti ideologici e cercare quello che realmente ci unisce e fa il nostro bene. Mi opporrò a tutte quelle modalità di smaltimento che vadano ad incidere sulla qualità della vita delle famiglie e sulla funzionalità delle imprese. Tra gli impegni che abbiamo preso, il polo scola- stico nella ex caserma Turinetto che ha già visto lo stanziamento da parte della Provincia delle risorse economiche necessarie; proprio in questi giorni stiamo firmando il protocollo tra la Regio- ne Liguria e il Demanio ed entro il 30 giugno la società che ha vinto l’appalto di gara del piano di valorizzazione deve depositare gli atti. La Provincia ritengo voglia far partire il bando prima della fine del suo mandato che scade nel 2009. Altra scelta importante è quella di porre grande attenzione per la qualità sociale, l’ospita- lità e per i valori della multiculturalità, di fron- te agli ingressi crescenti di nuovi cittadini, ma contemporaneamente, e su questo siamo infles- sibili, ponendo con una grande attenzione alla sicurezza, esigenza vitale e diritto fondamentale del cittadino, perché accoglienza e sicurezza de- vono viaggiare in parallelo e coesistere. In ciò la presenza di importanti esperienze e centri di solidarietà sociale e religiosa che fanno di Albenga una Città tra le prime (da sempre) della propria regione, è sicuramente una garanzia di azione efcace e concorde per il bene comune cui il Piano e la Amministrazione tutta porterà il suo contributo di idee, di passione e di fatti.


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