Pratiche di Cooperazione intercomunale nella Provincia di Pesaro e Urbino
Di Maurizio Bartoli • 3 settembre 2008 • Categoria: Trasformazioni urbaneRiqualificare il tessuto urbano, privilegiando le aree pedonali, i percorsi ciclabili e i parchi attrezzati. Potenziare i servizi in una logica, sempre più opportuna, di decentramento di quelle zone cittadine che, per la loro collocazione, risultano meno centrali, ma non per questo meno importanti. Riqualificare il fiume Foglia afnché diventi elemento centrale del paesaggio collinare del- l’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo. Definire e attivare azioni di ascolto sociale per comprendere le dinamiche socio-economiche in atto nel territorio. Promuovere e progettare modalità e strumenti innovativi per la comunicazione al fine di agevolare e semplificare i processi comunicativi tra le amministrazioni e i cittadini. Sono questi gli obiettivi che il Laboratorio Strategico della “Città futura”, appositamente costituito e fortemente voluto dal Sen. Palmiro Ucchielli Presidente e assessore all’Urbanistica della Provincia di Pesaro e Urbino, ha posto al centro del progetto di copianificazione. Strategie che mirano diritte al traguardo: far sì che l’area della Bassa Valle del Foglia della Provincia di Pesaro e Urbino, in cui si trovano dislocati ben cinque Comuni (Colbordolo, Mon- teciccardo, Montelabbate, Sant’Angelo in Liz- zola, Tavullia) tra i più significativi in termini di densità demografica (sommano circa 30.000 abitanti) e sviluppo economico dell’intero territorio provinciale, e già accorpati nell’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo, diventi una vera e propria città. La Città futura E’ questa in estrema sintesi l’esperienza messa in atto dall’amministrazione provinciale di Pe- saro e Urbino esempio di modalità operativa di processi di coopianificazione ed elemento fon- dante nella prossima definizione degli indirizzi di pianificazione di area vasta che si concretizze- rà nella redazione del nuovo “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale 2010″. Tutto questo quando la discussione in corso sulla legge urbanistica nazionale e la sperimen- tazione progressiva delle leggi urbanistiche re- gionali fanno intravedere una nuova stagione di pianificazione sia in chiave strategica sia nella più tradizionale dimensione territoriale o nella più ambigua espressione paesistica. Dimensio- ni ed espressioni, queste ultime, tutt’altro che scontate nella forma e nel contenuto, rispetto alle esigenze di qualità ed efcacia che crescono esponenzialmente con i problemi del Paese, in buona parte ambientali, di efcienza infrastrut- turale, di politiche industriali e cultura organiz- zativa. Nel frattempo le province, e così anche la Pro- vincia di Pesaro e Urbino, hanno sostanzialmen- te chiuso il primo ciclo dei loro piani territoriale di coordinamento e si interrogano su come ri- partire, e per dove.
Molti Comuni sono impegnati con continuità nella redazione di piani urbanistici o varianti generali che, dopo la stagione di adeguamento al Piano Paesaggistico Ambientale Regionale (P.P.A.R.), sono sempre più concepiti in una prospettiva di medio - lungo periodo che li sol- lecita a guardare oltre i confini amministrativi e a misurarsi con tematiche ambientali e terri- toriali di area vasta, da afrontare con “fare ne- cessariamente più strategico” e preoccupazioni sempre più operative. L’amministrazione provinciale ha inteso così attivare processi e azioni di programmazione e pianificazione di area vasta con la ferma vo- lontà di consolidare la propria partnership con la Regione e acquisire maggiore sensibilità e ruolo verso le reti locali. E’ stata definita un’Agenda Strategica dei Sistemi Locali quale contributo innovativo alla costruzione di reti di relazione che aumentino la coesione entro le comunità, consolidando norme di comportamento orientate alla soluzione condivisa dei problemi che si presentano nel governo del territorio. La costruzione dell’Agenda è risultata, oltre che un utile momento di attuazione e verifica delle politiche provinciali (a partire proprio dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), un raforzamento delle iniziative locali sia di quelle più strutturate delle realtà urbane di maggiore complessità sia di quelle rurali di più antica tradizione (comunità montane in primis). L’interlocuzione con i Comuni ha comportato l’esigenza di formalizzare il confronto istituzionale sia su problemi/criticità che su soluzioni/progetti, per consentire alle Reti Locali di rendere riconoscibile la propria partecipazione alla costruzione delle decisioni incidenti sull’area vasta. Con questa impostazione e con queste volontà nasce l’esperienza del Laboratorio strategico della Città futura della Bassa Val del Foglia, che segue inoltre l’indirizzo già formulato dal Piano Territoriale di Coordinamento vigente di sviluppare una “progettazione concertata a livello interistituzionale con l’obiettivo primario di riqualificazione urbanistica ed ambientale”. Tra la Provincia e l’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo vengono così avviate iniziative condivise per definire programmi e progetti di riqualificazione urbanistica, ambientale ed infrastrutturale dell’area. Con il primo “Documento programmatico” si definiscono le prime e fondamentali indicazioni su viabilità, poli produttivi, sistema fluviale del Foglia, trasporti e valorizzazione dei beni culturali, mentre con il documento “Schemi di riferimento per la riqualificazione della Bassa Valle del Foglia” sono tracciati schemi metaprogettuali relativamente al “Sistema del verde, delle Aree strategiche e delle piste ciclopedonali,” e dei “Sistemi della viabilità veicolare”. Elemento non trascurabile, che testimonia anche un modo di interpretare da parte di una amminstrazione provinciale la gestione delle funzioni attribuite dalla regione in materia urbanistica, consiste nel fatto che le elaborazioni sopra indicate sono state definite di pari passo alle istruttorie tecniche svolte per l’approvazione di due Piani Regolatori Generali in particolare quelli relativi ai Comuni di Sant’Angelo in Lizzola e Montelabbate. Con la stipula del protocollo d’intesa “Per costruire insieme la città Futura; obiettivi per lo sviluppo e strategie del territorio dell’unione dei Comuni della Bassa Val del Foglia” e con la stesura del “Programma di Lavoro”, si è entrati concretamente nella fase operativa del progetto “Città futura”. La specificità ed originalità della fase progettuale è stata quella di dar vita ad un laboratorio nel quale 15 giovani diplomati e laureati in varie discipline, di età non superiore ai 32 anni (selezionati attraverso bando) svolgessero, per un certo periodo, approfondimenti, studi ed elaborazione di idee per la costruzione della città futura. I borsisti hanno percorso assieme agli amministratori la strada della costituzione di un’Agenda strategica Locale per negoziare con la città di Pesaro (capoluogo) politiche di qualità ed integrarsi con Provincia e Regione rispetto al patto formatosi con il Programma ambientale per lo Sviluppo Sostenibile del distretto pesarese - Progetto P.A.S.S.O. Nel corso dei mesi si è stabilito un rapporto fertile tra i giovani professionisti, i coordinatori del laboratorio (composto da funzionari della Provincia e dell’Unione coadiuvati per lo studio C.A.I.R.E. dall’Arch. Ugo Baldini) e dalla direzione politica dei Presidenti di Provincia dell’ Unione e dei Sindaci, decidendo insieme le tappe future, le scommesse da accettare, gli impegni da assumere, le risorse da impegnare: un afascinante lavoro di gruppo che ha fortemente segnato gli attori coinvolti. Il coordinamento ha successivamente presentato questa esperienza in tre assemblee nelle piazze dei Comuni, fornendo approcci di metodo sulle questioni ed anticipando idee e programmi su singole realtà o problemi emersi in corso d’opera. L’obiettivo è stato far valere l’energia vitale della generazione professionale più giovane perché trovasse un’occasione per produrre lavoro intellettuale al servizio di un progetto sociale e istituzionale ambizioso come quello dell’Unione, ricevendone in cambio esperienza, consapevolezza e fiducia nel futuro della Città (Futura) e non solo. I temi e le idee progettuali elaborati dal laboratorio possono essere sintetizzati in quattro grandi scenari:
Progetto Ascolto: costruzione del processo co- municativo e partecipativo - programma di attività per l’ascolto sociale della”Città Futura”. Il progetto si fonda sull’esigenza di innovare l’analisi e la lettura dei territori, attuando percorsi conoscitivi e modalità decisionali orientati alla concertazione, sussidiarietà e partecipazione, promuovendo relazioni sociali e nuove forme di responsabilizzazione. Sono stati coinvolti e ascoltati i cittadini e gli attori sociali ed economici del territorio della Bassa Valle del Foglia, favorendo “l’emersione” del paesaggio sociale e delle sue istanze. L’ascolto della comunità locale è infatti il primo passo verso la costruzione del progetto ed i soggetti che hanno aderito all’invito del Laboratorio sono stati invitati ad esprimere le proprie aspettative rispetto al futuro del territorio dell’Unione e ad elencare nodi irrisolti, istanze aperte, punti critici del territorio che l’azione di pianificazione dovrà poi afrontare e risolvere, oltre ai punti di forza su cui fare leva. Progetto dei Servizi: costruzione del piano stra- tegico dei servizi. Il progetto si basa sull’idea di migliorare la dotazione e distribuzione dei servizi primari all’interno della Città Futura, implementando la qualità urbana e migliorando il rapporto tra cittadino e città. Sono stati ipotizzati 4 grandi poli posizionati in punti strategici per condizionare le linee di sviluppo della nuova città. La dotazione dei servizi viene garantita attraverso opportuni decentramenti anche a quelle parti di città che per posizione risultano meno centrali. La riqualificazione del tessuto urbano viene prevista pedonalizzando le aree centrali e realizzando parchi attrezzati e corridoi ecologici che permettano alle aree densamente abitate di accedere al fiume Foglia attraverso una rete di percorsi ciclo - pedonali. Progetto Fiume: nuove strategie di riqualifica- zione ambientale. Il progetto individua 10 aree strategiche che, oltre ad avere caratteri di pregio ambientale, possono essere considerate i nuovi “portali di accesso al fiume” per gli insediamenti residenziali e produttivi. Tra le azioni e le proposte si evidenzia: la localizzazione di casse di espansione per la messa in sicurezza di aree esondabili; impianti di fitodepurazione a flusso superficiale per migliorare la qualità delle acque; interventi di ingegneria naturalistica per il recupero delle sponde. Progetto Comunicazione: plastico fisico - multimediale per la”Città Futura”. Il progetto prevede la realizzazione di un plasti- co multimediale per spiegare, contestualizzare e verificare i progetti riguardanti il territorio dei cinque Comuni. Terminata questa esperienza per l’Unione dei Comuni il passo successivo è quello di svilup- pare e proseguire nel cammino intrapreso di pianificazione intercomunale promuovendo azioni progressive volte alla omogeneizzazione delle norme tecniche di attuazione dei rispettivi P.R.G., uniformare i regolamenti edilizi comu- nali, coordinare le scelte urbanistiche più signi- ficative, mettere in sinergia previsioni e linee di sviluppo il tutto gestito e cordinato attraverso al costituzione di un ufcio di pianificazione terri- toriale intercomunale. In campo amministrativo va segnalato come questa prima esperienza abbia innescato anche processi per una possibile unificazione tra i comuni coinvolti: è intendimento infatti da parte di alcune forze politiche proporre l’indizione di un referendum popolare per la costituzione di un comune unico. Mentre per l’Amministrazione provinciale i passi successivi saranno quelli di esportare questa esperienza in altre realtà intercomunali istituendo nuovi laboratori strategici formati da giovani laureati. Questo nuovo modo di agire quotidiano sul campo, oltre a significare quale possa essere il ruolo operativo di un ente intermedio quale è la provincia nella gestione delle funzioni in materia urbanistica, può diventare il motore che accompagna il processo di pianificazione di area vasta intesa quale confronto quotidiano con amministratori e tecnici comunali per diventare poi la vera essenza del costruire insieme scenari futuri condivisi.
Maurizio Bartoli
dirigente Pianificazione Territoriale Provincia di Pesaro
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