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Progetti in corso

Di admin • 4 settembre 2008 • Categoria: Notizie dall'Associazione

L’esperimento INA Casa del quartiere “Rosta” a Reggio Emilia Fotografia Europea 2007

Su commissione dell’assessorato alla Cultu- ra del Comune di Reggio Emilia in occasio- ne della Fotografia Europea 2007 l’Archivio Osvaldo Piacentini ha realizzato la mostra L’esperimento Ina- Casa del Quartiere “Ro- sta” a Reggio Emilia. La mostra, curata dal prof. Pier Giorgio Mas- saretti dell’ Università di Bologna, ha analiz- zato l’esemplare caso Rosta Nuova inseren- dolo nel dibattito europeo sulla ricostruzione post-bellica, in rapporto alle scelte proget- tuali di altri paesi maturate prima e dopo la seconda guerra mondiale, scelte che nel “nostro” dopoguerra sono riprese e reinter- pretate alla luce della tradizione italiana. Particolare attenzione è stata dedicata alla realtà nazionale e al ruolo del piano Ina- Casa e alla sua forte coerenza con la politica governativa del periodo. L’Ina-Casa rappresenta per i tecnici la pri- ma vera occasione per realizzare “una gran- de ricostruzione” e la possibilità di incidere sullo sviluppo urbano e sulla forma fisica e sociale della città: l’unità quartiere diventa strumento indispensabile per modellare l’in- forme e diffusa crescita delle città italiane. Il quartiere con le sue case, attrezzature col- lettive, spazi aperti e giardini non è semplice addizione urbana, ma è interpretato come ambito di formazione e dispositivo per una ricostruzione anche sociale dell’Italia. Rosta è esempio significativo di questa nuo- va concezione del quartiere, molti gli spazi comuni (la piazza, la scuola, il centro sociale e i portici) che come direbbe Osvaldo Piacentini “favoriscono la formazio- ne di vincoli di comunanza e di solidarietà”; esemplari le tecniche di costruzione che si riallacciano alla tradizione, ai suoi materiali e alle maestranze locali; importante poi la vivace attività socio-culturale che da sempre caratterizza il quartiere dimostrazione con- creta di come il “governo partecipato” del proprio territorio sia ancora, nonostante un ventilato declino dirigista della politica loca- le, una rara ricchezza sulla quale investire con coraggio.

Osvaldo Piacentini:
un intellettuale del territorio fra miracolo economico
e genesi del modello emiliano. Seminario di approfondimento.

Marzia Maccaferri, assegnista presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Co- gnitive e Quantitative dell’Università di Modena e Reggio Emilia l’8 novembre 2007 presso l’Aula Magna Pietro Manodori dell’Università di Modena e Reggio ha presentato lo stato di avanzamento della ricerca sulla biografia storico- intellettuale di Osvaldo Piacentini. “La ricerca ha lo scopo di arricchire la riflessione sullo spazio pubblico italiano nell’età contemporanea, e contribuire al dibattito urbanista, alla ricostruzio- ne della storia dell’urbanistica italiana nel secondo dopoguerra. Ma anche per contribuire alla interpretazione della questione urbanistica come elemento imprescindibile della storia del dopoguerra italiano, come prisma dello spazio e del discorso pubblico – la storia delle città, del territo- rio, gli interventi urbanistici intesi come “storia civile”. Per interrogarsi sulla relazione fra modernizzazione e gestione del territorio, per considerare l’urbanistica un aspetto della costruzione e sedimentazione del welfare state. Per tentare, in altre parole, di “fare” una storia della mo- dernizzazione italiana non settoriale, ma interdisciplinare”.

Seminario sullo stato di attuazione della L.R. 20
Bologna, 12 febbraio 2008

Il 12 Febbraio 2008, presso il Padiglione dell’Esprit Noveau al quartiere fieristico di Bologna, l’Archivio Osvaldo Piacentini, nel quadro della sua attività di promozione del dibattito disciplinare sui temi dell’urbanistica e dello sviluppo civile, ha organizzato in collaborazione con Oikos Centro Studi un seminario per riflettere sullo stato di attuazione della Legge Regionale 20 anche alla luce delle proposte di modifica contenute nel Progetto di Legge di iniziativa della Giunta Regionale per una “riforma solidale” della legge urbanistica e avendo a riferimento la pi generale esigenza di servire una svolta culturale, tecnica e politica pi attenta all’efficacia e all’efficienza delle politiche pubbliche e al recupero di operatività del Sistema Paese. Il Seminario, introdotto dalle relazioni di Ugo Baldini e Giorgio Pagliari, ha visto la partecipazione di numerosi esperti impegnati nella pianificazione urbanistica in campo regionale e la presenza di un nutrito gruppo di Amministratori e Dirigenti della Regione Emilia Romagna, ha partire dall’assessore Luigi Gilli, dal presidente della Commissione Consiliare Giancarlo Muzzarelli e dal direttore dell’ANCI Emilia Romagna Antonio Gioiellieri. Nei lavori del seminario sono intervenuti tra gli altri Felicia Bottino, Carlo Monti, Giovanni Crocioni, Leonardo Draghetti, Giovanni De Marchi, Giovanni Santangelo, Michele Zanelli.

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“Dalla Ricostruzione al Post Concilio. Generazioni a confronto”.
Testimonianze raccolte sulla generazione di Osvaldo Piacentini nella storia reggiana del
secondo novecento di Paolo Burani, Antonella Morlini, Giuseppe Piacentini, Cristian Ruozzi,
introduzione di Sandro Spreafico.

Il progetto, nato ancora nel 2003, voleva raccogliere alcune testimonianze “in diretta” sulla realtà ecclesiale reggiana del dopoguerra, quella di Osvaldo Piacentini, valutandone i moti profondi, le attese, le speranze, le (dis)illusioni; lo spaccato ideale e reale, dal suo medesimo punto di vista, di una generazione protagonista della storia civile e religiosa della città e della provincia di Reggio Emilia. Durante la sua realizzazione sono state raccolte, in un periodo di pi di 2 anni, circa una sessantina di testimonianze – alcune delle quali oggi irripetibili per la scomparsa dei protagonisti – su un universo naturalmente non esaustivo di circa 150 persone interpellate, tutte dell’ambiente, pi o meno allargato, di crescita umana, lavorativa, civile ed ecclesiale di Osvaldo Piacentini. Le interviste erano differenziate, almeno come domande di riferimento, sui “coetanei”, i “giovani” ed i “non praticanti”, per poter sentire la voce anche di chi guarda le cose da un punto di vista pi esterno. La eterogeneità del materiale raccolto, dalla semplice risposta su qualche punto alla memoria dattiloscritta, alcuna di queste ultime davvero notevole per profondità e ampiezza di riflessioni, ha suggerito di raccogliere in quattro saggi ordinati per materia – citando ampiamente il materiale disponibile col discorso diretto – il filo dei risultati, anche discordanti, delle risposte ai questionari-guida delle interviste. Paolo Burani affronta il tema di come la generazione del dopoguerra dovette prima imparare “cos’è la democrazia”, e solo poi di cercare di realizzarla sotto la guida di Giuseppe Dossetti e l’ispirazione di Jacques Maritain, dopo avere subito la dura forgia della guerra. Antonella Morlini coglie il passaggio successivo – delicato e sempre da riconquistare – che va dal “costruire la società (a ispirazione) cristiana” al “costruire la democrazia”: non un “arretramento, ma un “avanzamento” secondo la citazione del Lazzati. Cristian Ruozzi interpreta questi passaggi attraverso l’opera, l’impegno, la azione professionale di alcuni protagonisti emergenti dalle interviste, e la cui personalità fornisce un contributo importante al merito del lavoro. Giuseppe Piacentini raccoglie la vita pi propriamente ecclesiale del medesimo ambiente in un periodo pi lungo: dal Concilio sino al Sinodo diocesano, allargando la prospettiva raccolta dalle prime interviste con l’analisi di alcuni contesti diocesani particolarmente significativi nell’interpretare “il nuovo”: oltre alla Parrocchia di Piacentini le realtà di Sant’Ilario, di Santa Croce, di San Faustino di Rubiera. Il saggio è introdotto dal maggiore studioso della realtà ecclesiale reggiana, lo storico Sandro Spreafico.



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