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La festa itinerante dei Centri Storici minori

Di Manuela Ricci • 4 settembre 2008 • Categoria: Paesaggi e parchi

I centri storici minori sono una realtà molto importante del nostro Paese. Ben il 91,8% dei comuni italiani hanno meno di 15 mila abitanti; la loro superficie complessiva è pari al 79,4% del territorio; quasi tutti hanno un nucleo storico, di valore più o meno rilevante. Questi insediamenti raccolgono circa il 42,2% della popolazione; al loro interno, numerosi borghi antichi sono stati abbandonati, soprattutto dai giovani, alla ricerca di un lavoro o di alloggi migliori. In un certo senso si potrebbe provare ad assi- milare questi piccoli centri storici alle periferie urbane: hanno certamente in comune il degrado fisico e sociale; là dove nelle periferie il fenome- no si associa a stati di densità e nei centri storici minori a fenomeni di de-densificazione. Questo solo per afermare che se è importante occuparsi delle periferie è altrettanto importante occuparsi dei territori minori. Dunque, l’idea di organizzare una festa che parli dei centri storici minori e che ne racconti la vitalità e l’apertura – promossa da FOCUS, Master ACT e Monti&Taft 1 – nasce dall’esigenza di riempire un gap rispetto ad un “soggetto” che non merita di essere confinato a mero oggetto di studio per pochi appassionati o ad oggetto di puro consumo turistico, che deve, piuttosto, essere esaltato per le potenzialità e le caratteristiche di luogo di “terra” di crescita e di espressione. La denominazione attribuita alla festa tende a mettere in relazione due dimensioni: quella del piccolocentrostorico(xs-extrasmall)equelladelsuo territorio (terre). Generalmente quando si parla di centri storici, soprattutto minori, si pone l’attenzione prevalentemente sul borgo, sull’edificato storico. Di fatto un centro storico minore è anche il suoterritoriovasto,chepuòestendersiapiùcomuni e ad altri centri storici; è la potenzialità di questa dimensione a svilupparsi attraverso risorse endogene ed esogene. La Festa si presenta, dunque, con un marchio, accompagnato dal sottotitolo terre di, che consentirà, a ogni edizione, di specificare il tema oggetto dell’anno. Per il 2008 si tratta di terre di sviluppo.

  • con “terre di sviluppo” si suggerisce il fer- mento, la condizione di patrimonio inespresso in attesa di risveglio, la scoperta del circuito più adatto per far circolare la corrente della valorizzazione; la ‘festa’ è la scossa, l’occasio- ne gioiosa per lo scambio, l’occasione d’in- contro;
  • “itinerante” è l’evento che testimonia del- l’apertura e vitalità, della necessità di tessere legami, di scoprire corrispondenze tra con- testi e reti, di approfondire, ridisegnandola, una più ampia mappa di possibilità per lo sviluppo 2.

In tale contesto, la manifestazione si pone l’obiettivo di costruire un luogo di scambio di tutti gli attori, pubblici e privati, che operano nei processi di riqualificazione di questi centri. Attività e workshop coinvolgeranno anche i cittadini e le comunità locali per mostrare alla Comunità internazionale la forza innovativa che nel giro degli ultimi anni questi sistemi territoriali sono stati in grado di esprimere nella promozione dello sviluppo locale e di percorsi di valorizzazione dei patrimoni storici, culturali e ambientali. L’intervento ha come obiettivo quello di costruire uno spazio in cui lasciar sfilare le realtà più interessanti che operano con interventi creativi sul territorio; di costituire un luogo d’incontro di prassi innovative, professionali, culturali e produttive legate ai mondi locali. La festa intende anche documentare, con una serie di iniziative, i contenuti della contemporaneità e contribuire a consolidare la necessità di un’apertura alla cultura del territorio come possibilità di sviluppare mercati e interessi e come strumento di dialogo con le esigenze delle comunità locali. Quello che si intende ofrire è una funzione di bussola, una mappa che tiene insieme cultura, storia, paesaggio, innovazione, creatività in “piccole” reti (materiali e immateriali) produttive, di commercializzazione e servizi in grado di rendere competitivo il territorio. L’impatto generale atteso è quello di porre le basi e le forme per la costruzione di percorsi di sviluppo locale dei territori storici, anche a livello intercomunale, che coinvolgano il pubblico e il privato e che possano essere assunti, progressivamente, a livello esteso da un grande numero di Paesi europei. Ciò al fine di valorizzare in maniera appropriata le risorse locali, riducendo la pressione sulle amministrazioni locali di piccola dimensione che dispongono di budget sempre più ridotti. Lo scambio di esperienze su aree diverse, ma su temi spesso complementari, o comunque simili, potrà contribuire a costruire un ricco data base, che sarà raccolto in un sito ad hoc, dal quale partire per costruire i temi e le proposte dei nuovi incontri e implementare le capacità progettuali. Due convegni, con manifestazioni culturali annesse, previsti per il 2008:

  • il 15 febbraio a Orvieto: è un incontro che vede l’importante compresenza delle confe- derazioni degli artigiani e dei commercianti per discutere su soggetti, attività e forme di rivitalizzazione dei centri storici;
  • in settembre a Spoleto: attrattività territoriali e reti globali, intende guardare al centro storico minore come a un luogo il cui sviluppo non è più legato, in maniera unica ed esclusiva, ad attività economiche strettamente commerciali e produttive, ma anche ad altri sistemi ugualmente capaci di accrescerne il valore e l’attrattività come quello dei beni immateriali, che rimandano alla storia e alle tradizioni delle popolazioni locali, e ai segni materiali e immateriali lasciati da coloro che lo abitano (e che lo hanno abitato in passato).
  1. Master ACT, sulla valorizzazione e gestione dei centri storici minori, Università “La Sapienza” di Roma (w3.uniroma1.it/arcorvieto);Monti&Taft, Società di management culturale (www.monti-taft.org).
  2. Alberto Arletti, Appunti per una bibliografia sui centri storici minori, in corso di pubblicazione.


direttore di FOCUS Centro di Ricerca sulla valorizzazione dei centri storici minori dell’Università La Sapienza di Roma
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